Nell’ambito del progetto Riding the Blue, promosso dal dott. Leonardo Zoccante, neuropsichiatra infantile e coordinatore scientifico dei progetti dei Disturbi dello Spettro Autistico della Regione Veneto, si presenta il progetto “Oltre il suolo”, costituito da due esposizioni – curate dalla critica d’arte Anna Lisa Ghirardi – che esplorano il legame tra corpo, mente e superamento delle barriere.
“Good Use of My Bad Health” di Claudia Amatruda, nella hall di Palazzo Uffici, invita a riscoprire la potenza generativa della fragilità attraverso opere immerse nella materia e nell’acqua, che aprono lo sguardo a uno spazio sospeso dove la difficoltà si fa possibilità.
“La mostra nasce dall’esigenza di avere una rappresentazione del corpo, e più nello specifico del corpo disabile. Credo che sia urgentissimo ampliare la rappresentazione della fisicità, uscire dalla rappresentazione dei modelli “normodotati”, perché esistono anche gli altri.” Afferma Amatruda.
“Il progetto è nato con degli autoritratti, perché anche io ho una disabilità. Poi sono riuscita a portare questo corpo nella natura, soprattutto per sfidare i limiti e capire fino a dove un corpo disabile può spingersi in un ambiente naturale.
Nei miei lavori l’acqua è sempre presente — anche nelle sculture e installazioni. Mi piace legare l’acqua al movimento e alla tecnologia: utilizzo motori che fanno vibrare o oscillare l’acqua senza farla uscire dal contenitore. Lavoro sul limite, sul bordo, sul margine. Mi interessa esplorare fino a dove può arrivare il corpo, quindi sempre sul margine.”